Medical humanities - 20 centesimi di psichiatria nuovo

20 CENTESIMI DI PSICHIATRIA
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MEDICAL HUMANITIES
 
 
La relazione tra medicina e Humanities poggia sulla «possibilità che queste hanno di elaborare le questioni di fondo dell’uomo, in particolare quelle che emergono dalla sofferenza, dalla malattia, dalla ricerca di guarigione e dai limiti dell’impiego della tecnologia. Le Medical Humanities mobilitano le riflessioni etiche, filosofiche, storiche e letterarie per ripensare l’esistenza umana sotto l’impatto della medicina moderna» (Spinsanti 2011), e in questa direzione vogliamo aprire questa pagina con un lavoro teatrale:


Io vidi Moby Dick
                                                              Video spettacolo
“Chiamatemi Ishmael”, Moby Dick inizia con la rinuncia di uomo al proprio nome e finisce con il suo annullamento nelle parole di Giobbe “e sono rimasto solo io per raccontarvela”.  Il Marinaio che ci parla si mette al servizio della storia che poteva arrivarci solo attraverso di lui, sa che questo è più importante della sua stessa vita e lo fa senza chiedere nulla, è il 1852.  Noi ora, viviamo in un tempo, dove invece, l’importante è che ognuno sia famoso per quindici minuti, ci predisse Andy Warhol, ma è da qui che la scelta di Ishmael acquista ancora più senso. Oggi, quasi tutti sanno qualcosa di una balena bianca e di Achab, un capitano impazzito che la insegue attraversando oceani.  Spazi sconfinati, grandi uomini e creature che possiamo immaginare solo grazie ad uno qualunque che invece di diventare famoso, cerca di scomparire dopo aver dato agli altri qualcosa che neanche lui stesso può comprendere, ma proprio per questo, non lascia che muoia con lui. Dobbiamo molto ad Ishmael. Ognuno di noi porta almeno una storia e a volte basta nulla per imbarcarci sul Pequod: una passione, un amore, una malattia e si è già a largo con un volto, un odore, una luce che è lì, dentro di noi, e nello stesso tempo a oceani di distanza; navighiamo tra immagini e parole che guizzano tra il sole e l’abisso come creature del mare.
 
Quest’opera è un ringraziamento a Ishmael, al suo coraggio silenzioso; è un invito a raccontare e ad ascoltare storie; è una dedica a chi ha incontrato gli occhi del mare.
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